Cosa vedere a Montefano

Un piccolo paese esattamente a metà strada tra Osimo, Recanati e Macerata: ecco il piccolo borgo di Montefano con il suo centro storico sette-ottocentesco, interessante crocevia fin dal passato come testimoniato anche dal suo stemma cittadino.

Secondo alcuni storici  le origini di Montefano sarebbero da ricollegare all'antica Veragra, un'antica città picena situata nel mezzo del Piceno e successivamente stazione militare romana, collocata tra Osimo e Cingoli. La testimonianza è riportata da Plinio, Frontino e da alcuni storici locali più recenti tra cui l'Abate Giuseppe Colucci.

Montefano è stato fin dal passato un interessante crocevia, come testimoniato sia dall'ex Abbazia di Veragra (nelle campagne di Osimo) sia dal fatto che nel XV secolo divenne un baluardo della vicina Osimo contro Recanati che costruì il Castello di Montefiore per difendere i suoi confini.

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5  buoni motivi per visitare Camerano

Grotta Ricotti - Camerano

Sono centinaia i borghi delle Marche ed ognuno di loro conserva qualcosa che vale la pena visitare. A volte troverete quello che cercate nei pressi del parcheggio, altre volte dovrete fare delle ricerche più approfondite.

Come per esempio a Camerano, all'interno del Parco Regionale del Monte Conero.

Ecco 5 buoni motivi per non perdere questo borgo dalle caratteristiche vie medioevali e con un grande passato industriale.

 

1. Le Grotte di Camerano

"Di Camerano ce n'è più sotto che sopra", così recita un antico proverbio del paese. E se il proverbio è stato tramandato fino ad oggi, qualcosa vorrà pur dire. In effetti, una vasta rete di cunicoli scavati dall'uomo percorre il sottosuolo del paese dando vita ad una vera e propria città sotterranea. Le grotte furono utilizzate per diversi scopi: come cisterne sotterranee, cantine, rifugi durante i periodi di guerra ed infine anche come luoghi di culto e luoghi di riunioni segrete. Conservano ancora oggi il loro antico fascino e una buona dose di mistero.

Per prenotare una visita guidata alla città sotterranea e per conoscere tutti gli eventi www.turismocamerano.it

 

2. Il Rosso Conero

Il paese è circondato da una moltitudine di colline coltivate a vigneti e la maggior parte delle aziende produttrici di Rosso Conero si trova proprio nel suo territorio, tant'è che ogni primo fine settimana di settembre si tiene la Festa del Rosso Conero, giunta ormai all'edizione numero 22.

Il Rosso Conero è un vino rosso corposo che si abbina a piatti ben strutturati realizzato con due vitigni: Montepulciano (85-100%) e Sangiovese (0-15%). Un vino già apprezzato dai monaci benedettini, dal 1967 la produzione è diventata DOC Rosso Conero, mentre dal 2004 è stata introdotta la DOCG.

Se volete programmare una visita nel periodo della festa www.festadelrossoconero.it

 

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Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi ad Osimo

Cappella di Palazzo Campana, Mostra Le Stanze Segrete di Vittorio Sgarbi
Cappella di Palazzo Campana, Mostra Le Stanze Segrete di Vittorio Sgarbi

C'è tempo fino a domenica 11 dicembre 2016 per visitare la Mostra "Le Stanze Segrete di Vittorio Sgarbi" nella splendida cornice di Palazzo Campana ad Osimo.

Il Palazzo risale al XVII secolo ed è stata un'istituzione fondamentale per la città di Osimo, ma anche per la Regione Marche. Da quando la famiglia Campana si estinse il Palazzo divenne sede dell'omonimo collegio dove studiarono importanti personaggi come Papa Leone XIII, Pio VIII e il patriota Aurelio Saffi.

La mostra inaugurata il 18 marzo 2016 è una vera summa della storia dell'arte. Sono 140 le opere, qui esposte, della Fondazione Cavallini-Sgarbi raccolte da Vittorio Sgarbi con l'aiuto di sua madre Rina Cavallini che l'ha accompagnato in una sorta di gioco d'azzardo fino alla conquista dell'oggetto desiderato.

 

"La caccia ai quadri non ha regole, non ha obiettivi, non ha approdi, è imprevedibile. Non si trova quello che si cerca, si cerca quello che si trova. Talvolta molto oltre il desiderio e le aspettative."

 

Una ricerca che il critico d'arte Vittorio Sgarbi compie frequentando antiquari, case d'asta e musei stranieri, spesso riportando in Italia opere di primaria importanza.

Ed è così che immergendosi nelle eleganti stanze di Palazzo Campana ci si sente quasi minuscoli di fronte a tanta meraviglia: un tripudio di opere d'arte che nascondono storie straordinarie e sono accomunate da un unico comune denominatore, la ricerca costante ed instancabile della bellezza.

 

La mostra si apre con una scultura di stupefacente bellezza di Niccolò dell'Arca, autore dell'Arca di San Domenico a Bologna, che mostra perfettamente quello che il Maestro pugliese era in grado di fare con la pietra. Aveva un'impareggiabile capacità di infondere vita alle sue figure, rendendole così vere che sembrano respirare.

 

La mostra continua con opere del Quattrocento e Cinquecento concentrandosi sulla produzione di artisti che in quel periodo hanno lavorato a lungo nelle Marche come Nicola Filotesio detto Cola dell'Amatrice, Lorenzo Lotto, Andrea Lilio e Tiziano.

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Giacomo Leopardi e Recanati, un binomio inscindibile

Piazzola Sabato del Villaggio e Casa Leopardi, Recanati
Piazzola Sabato del Villaggio e Casa Leopardi

Il rapporto che lega Giacomo Leopardi a Recanati è strettissimo.

Qui il poeta è nato e trascorse gran parte della sua vita. La sua casa natale è proprio nel centro storico e si affaccia sulla celebre Piazzola del Sabato del Villaggio.

 

Giacomo Leopardi nasce a Recanati nel 1798 dal Conte Monaldo Leopardi e dalla Marchesa Adelaide Antici, membri di due importanti famiglie nobili. Giacomo è il primogenito dei diversi figli nati dal matrimonio. Dopo di lui nascono Carlo e Paolina, inseparabili compagni di gioco e di studi del poeta.

 

Fin da bambino Giacomo amava raccontare storie e giocare con i suoi fratelli, e insieme a loro affrontava le prove di studio a fine anno alla presenza di altri nobili recanatesi invitati a Palazzo dal Conte Monaldo.

Palazzo Leopardi ospita una ricca biblioteca, che oggi raccoglie circa 20.000 volumi, voluta dal Conte Monaldo e già aperta al pubblico nel 1812.

 

 

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Lorenzo Lotto: un pittore veneto a Recanati

Polittico di San Domenico, Recanati
Polittico di San Domenico, Museo Villa Colloredo Mels

Le Marche sono sempre state un crocevia dal punto di vista politico, ma anche per traffici e commerci. È proprio seguendo questa rotta che numerosi artisti arrivano a lavorare nelle Marche.

Ed è il caso di Carlo e Vittore Crivelli nella seconda metà del ‘400 e poi di Lorenzo Lotto, un pittore cruciale per il Rinascimento italiano rivalutato soltanto di recente.

 

Lorenzo Lotto nasce a Venezia intorno al 1480 ma giovanissimo arriva a lavorare nelle Marche. La sua prima opera realizzata nella regione è il grandioso Polittico di S. Domenico, dipinto per la chiesa dei domenicani a Recanati ed oggi conservato nel Museo Villa Colloredo Mels (Pinacoteca). Il pittore inizia l’opera nel 1506 all’età di 26 anni e quando arriva in città era già famoso. A Recanati c’era in quel periodo un’importante fiera, frequentata da mercanti che arrivavano anche dal nord Europa, e Lotto vi arriva seguendo probabilmente suo padre che già frequentava la città. Lotto terminerà il dipinto due anni dopo e su richiesta dei domenicani e del Comune di Recanati vi raffigurerà i santi più importanti dell’ordine domenicano (S. Tommaso d’Aquino, S. Pietro Martire, S. Caterina da Siena e S. Vincenzo Ferrer) e i santi patroni della città, S. Vito e S. Flaviano. Il perché tutti abbiano un’espressione poco felice è presto detto: il dipinto era il manifesto silenzioso di una protesta in atto agli inizi del ‘500. Secondo Papa Giulio II, da quando il Santuario di Loreto si era sviluppato, Recanati e Loreto dovevano diventare due città distinte.

 

 

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Enogastronomia dei Monti Sibillini. E un aiuto concreto ai produttori

Prodotti tipici delle Marche: Amaro Sibilla, Varnelli e maccheroncini di Campofilone
Prodotti tipici marchigiani: Amaro Sibilla, Varnelli e maccheroncini di Campofilone

Correva l’anno 1868 quando la Distilleria Varnelli fu fondata. L’azienda prese il via con Girolamo Varnelli, un fine erborista che conosceva alla perfezione tutte le piante che crescevano sui Monti Sibillini. Questo fu il punto di partenza di un’ azienda il cui marchio è diventato sinonimo di qualità.

L’anice secco, il Caffè Moka e l’amaro Sibilla sono solo alcuni dei distillati di questa azienda oggi guidata da due sorelle che hanno portato il loro marchio nel mondo.

Ma nella zona dei Sibillini ci sono tantissime altre aziende grandi e piccole che dopo il triplice terremoto del 24 agosto, 26 e  30 settembre necessitano di ripartire.

Tra le altre ci sono quattro salumerie che producono uno dei prodotti tipici di queste zone: il ciauscolo, un salame morbido spalmabile fatto con carne di maiale, aglio, sale, pepe e vino e lasciato stagionare per 6 mesi.

C’è una grande azienda, la Svila, che esporta surgelati in tutto il mondo, in particolare pizze. Nella zona vengono prodotte acque minerali leggerissime come la Roana che sgorga dal Monte Bove, la Nerea imbottigliata a Castel Sant’Angelo sul Nera e la Tinnea con il suo stabilimento a Montefortino.

È la zona delle prelibate mele rosa dei Monti Sibillini e molte aziende agricole producono formaggi, miele, zafferano,dolci tipici e pasta. Tra queste ultime La Pasta di Camerino che dopo il sisma deciso di raddoppiare lo stabilimento produttivo, rafforzando il suo rapporto con il territorio. Interessante anche l’allevamento di trote, una produzione tipica di questi luoghi, così come il tartufo e la lenticchia, caratteristica soprattutto della pianura attorno a Castelluccio di Norcia.

Da non dimenticare nemmeno il vino: qui vengono prodotti il Rosso delle Terre di San Ginesio e la Vernaccia di Serrapetrona.

 

Una zona quindi ricchissima dal punto di vista enogastronomico; gli abitanti stessi sostengono che la terra sotto nasconde l’inferno perché in superficie c’è il paradiso.

 

Qui sotto un elenco delle principali aziende che effettuano la vendita di prodotti tipici on line o in vari mercatini presenti nella regione.

Perché non assaggiare o far assaggiare le Marche più autentiche e allo stesso tempo aiutare delle aziende e delle famiglie in difficoltà?

 

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Beniamino Gigli: una vita dedicata alla musica

Il Museo Beniamino Gigli e il Teatro Persiani

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Ancona e il Porto antico

Arco di Traiano, Porto antico di Ancona
Arco di Traiano, Porto antico di Ancona

Ancona, la città capoluogo della Regione, vive da secoli in simbiosi con il suo porto che è stato da sempre il centro vitale e propulsore del commercio.

Ancona è una città che conserva anche nel nome tracce delle antiche origini greche: il suo nome deriva da Ankon che significa gomito, un esplicito riferimento alla sua caratteristica forma.

Anche il Monte Conero d'altronde deriva il suo nome da komaros, il nome greco del corbezzolo, una pianta dai frutti particolarmente nutrienti e diffusa in tutta l'area.

 

Ancona va ammirata dal suo porto: da lì si può scorgere la sua peculiare forma con la bellissima cattedrale medievale che si erge alta sul Colle Guasco.

 

Nella zona del porto sicuramente il monumento più significativo è  l'Arco di Traiano, fatto costruire per volere dell'Imperatore nel 115 d.C. come ricordo delle sue campagne in Dacia (odierna Romania). Ancona rappresentava infatti l'accesso all'Italia dalla costa adriatica ed è stato anche raffigurato sulla colonna traiana a Roma.

Di recente, sul Lungomare Vanvitelli, sono state messe in luce anche le antiche strutture del porto dorico, visibili in una ricostruzione che dà l'idea di come doveva apparire il porto in epoca romana.

 

Il porto conserva anche interessanti tracce medievali, come le mura, la Casa del Capitano del Porto e le numerose portelle che dividevano questa zona dal resto della città.

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Una passeggiata a San Benedetto del Tronto

Scultura di Ugo Nespolo, 1998 - Lungomare San Benedetto del Tronto
Lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare - Ugo Nespolo, 1998

Fare una passeggiata a San Benedetto del Tronto significa ammirare il mare e allo stesso tempo godere delle numerose opere d'arte che decorano tutto il Molo Sud della città. Un percorso di circa un chilometro disseminato con 18 murales e 151 sculture in bronzo e travertino che compongono il suggestivo Museo d'Arte sul Mare.

 

Si inizia la passeggiata all'altezza della Palazzina Azzurra, importante centro espositivo di arte contemporanea, di fronte alla quale troviamo una delle più famose opere di Ugo Nespolo "Lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare". L'artista riprende una poesia di Dino Campana ed esalta il valore del lavoro che spesso si perde a scapito dell'avidità e dell'invidia.

 

Più avanti si incontra il Monumento al pescatore, opera di Cleto Capponi, che esalta una delle figure più tipiche ed importanti della marineria sambenedettese. Il pescatore è rappresentato con la tromba, strumento utile in caso di tempeste e nebbie per segnalare eventuali pericoli. 

 

 

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Il Museo dell'Emigrazione Marchigiana a Recanati

Museo dell'Emigrazione Marchigiana, Recanati
Museo dell'Emigrazione Marchigiana, Recanati
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Un giro per Pesaro

Un tour in nome di Rossini

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PRIMAVERA IN ARRIVO: I GIARDINI

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BORGHI DEL FERMANO

TRE BORGHI NASCOSTI VICINO A FERMO: TORRE DI PALME, MORESCO E MONTERUBBIANO

MERCOLEDÌ, MARZO 16, 2016

 


Monterubbiano panorama

I dintorni di Fermo offrono dei borghi incantevoli ed incontaminati, antichi gioielli da riscoprire. 

Torre di Palme, un borgo sul mare

Veduta da Torre di Palme
Veduta da Torre di Palme
Uno di questi è Torre di Palme, in verità una frazione del comune di Fermo, che si affaccia sul mare. Il borgo presenta caratteristiche costruzioni e diverse chiese che indicano non solo l’antico rapporto con il mare, ma anche con la città dominante.
Spiccano tra queste la medievale Chiesa di S. Maria a Mare con affreschi che testimoniano antiche devozioni, la Chiesa di S. Agostino con all’interno un Polittico di Vittore Crivelli gremito di santi e con il suo fondo dorato che ricorda il paradiso e l’antica Chiesa di S. Giovanni con il suo bel portale.
Passeggiando per i vicoli sembra che il tempo si sia fermato, si respira un’atmosfera autentica circondati da costruzioni realizzate dall’uomo in armonia con ciò che la natura stessa ha creato.

Moresco, il borgo dai setti orizzonti 

La torre eptagonale di Moresco
La torre eptagonale di Moresco
Altro paesino che troviamo a pochi chilometri da Fermo è Moresco. Piccolo borgo perfettamente conservato che dal 2002 è entrato a far parte del Club dei Borghi più belli d’Italia con i suoi pittoreschi edifici e le possenti mura che lo circondano. Ma la caratteristica principale di questo paese è la sua altatorre eptagonale, che gli fa meritare l’appellativo di borgo dai sette orizzonti. Molte le ipotesi sul perché questa torre abbia sette lati, ed una delle teorie più convincenti riguarda proprio il vertice di questo eptagono che sembra puntare verso il Monte Sibilla, luogo pieno di magia e mistero. Il sette è sicuramente un numero dai molteplici significati: era ritenuto dagli antichi il numero perfetto, riportato nei giorni della settimana e diverse volte anche nell’Antico Testamento. 
Ora sta a voi scoprire il mistero di questa caratteristica costruzione proprio qui a Moresco.
Entrando nel borgo una lunga striscia in pietra lo attraversa, ricordando come al posto dell’antica piazza sorgeva tempo fa una chiesa. Infatti al di sotto di un cortile porticato si può notare un affresco di una Madonna con Bambino realizzato dal pittore Vincenzo Pagani. Questo portico altro non è che la navata della Chiesa oggi non più esistente.
Uscendo leggermente dal paese, lungo la strada, si può esser catturati da un antico tempietto che sembra essere caduto all’interno di un giardino ben curato: si tratta della Chiesa di S. Maria della Salute, un pittoresco luogo di culto con una bella cupola, costruita al posto di una precedente edicola devozionale.
A Moresco è consigliata anche una tappa culinaria. Sparsi nei dintorni del borgo tanti produttori locali dove si possono acquistare carni, formaggi, olio e vino con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Monterubbiano

Palazzo Comunale di Monterubbiano
Palazzo Comunale di Monterubbiano
Infine, tra gli antichi borghi nei dintorni di Fermo che meritano una tappa, possiamo citareMonterubbiano. Il nome della città è forse legato al commercio della robbia, pianta tintoria pregiata e utilizzata fin dall'antichità che, non a caso, compare anche nello stemma cittadino. 
Nel paese sono vissuti due personaggi che hanno lasciato il segno, seppur in ambiti completamente diversi. Il primo è Vincenzo Pagani, un pittore che discende da una dinastia di artisti, seguace della pittura veneta, in particolare mediata attraverso l’arte di Lorenzo Lotto, rende nei suoi dipinti paesaggi che sembrano definiti grazie ad una tersa giornata di sole, quando non ci sono né ombre, né foschie. L’altro personaggio è Temistocle Calzecchi Onesti, inventore del coherer (il coesore), un rilevatore di onde elettromagnetiche che si rivelerà fondamentale per il futuro sviluppo della radio.
Il centro della città è punteggiato da numerose Chiese con interessanti simboli medievali scolpiti che ricordano l’importanza di questo paese: tra le principali ricordiamo Santa Maria de’ Letterati, S. Agostino, S. Maria dell’Olmo e la Pieve dei SS. Stefano e Vincenzo. 
Accanto alla Chiesa di Santa Maria de’ Letterati sorge il Teatro dedicato alla gloria locale, Vincenzo Pagani, che conserva anche il suo prezioso sipario storico. Edificio di piccole dimensioni, come ne esistono molti in una regione che vanta la più alta concentrazione di teatri storici, in rapporto al numero delle città e degli abitanti.
Nella Chiesa di S. Francesco, situata nella parte più alta della città è ospitato invece il Polo Musealeinteressante soprattutto per la raccolta di reperti piceni rinvenuti nella zona. A questa antica civiltà, che ha vissuto il suo periodo di massimo splendore circa 2500 anni fa, è dedicata una rievocazione storica che ha il suo centro proprio a Monterubbiano. Si tratta della tradizione dell’Armata di Pentecoste, meglio conosciuta come Sciò la Pica, e rievoca proprio lo spostamento degli antichi Piceni dal Lazio verso le Marche, secondo il rituale del ver sacrum (primavera sacra). La migrazione di questo popolo sarebbe stata guidata da un picchio, come ricorda ancora oggi la rievocazione durante la quale quattro corporazioni sfilano con i loro caratteristici abiti, con i picchi tenuti nelle rispettive gabbie e tenendo in mano dei rami di ciliegio al grido propiziatorio di “Scio la Pica!”
Altra caratteristica del borgo è la presenza di alcune case che facevano parte dell’antico quartiere ebraico. A questa comunità è legato un fatto curioso: nel XVI secolo il Comune indebitato proprio con la comunità ebraica fu costretto a vendere parte del territorio al di là del fiume Aso, che fu prontamente comprato dalla confinante città di Montefiore dell’Aso e da quel momento il fiume segna il naturale confine tra i due Comuni.
Sono ancora tante le tradizioni, le leggende e le vedute caratteristiche che si possono gustare in questi borghi, insieme alle caratteristiche tagliatelle fritte tipiche di Monterubbiano. 
Paesi che conservano la loro bellezza perché rimasti intatti e incontaminati e rappresentano una parte di mondo dove il tempo scorre lento e dolce.
© Silvia Montironi
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Il Teatro Sperimentale (e geniale) dei marchigiani 7-8 chili con Live 4 you

E poi, durante una giornata d'inverno capita anche, che un sabato come tanti, si venga inviati a fare da reporter ad uno spettacolo (tra i più innovativi) di teatro contemporaneo.

Grazie agli amici di Marche Tourism Network 

 

Sabato 20 febbraio ho assistito come social reporter alla Prima Nazionale di Chimèra, uno spettacolo del Collettivo Marchigiano 7-8 chili, andato in scena al Teatro Sperimentale di Ancona.

I bravissimi attori sul palco coniugano la realtà con la finzione attraverso la loro presenza e la scena proiettata sul retro. Ne scaturisce un’interessante analisi su tante tematiche attuali: il rapporto e l’interazione con gli altri, la percezione dell’amore, dei sentimenti e del nostro io.

Prima Nazionale, dopo la presentazione dello studio a Inteatro Festival 2015 (20 minuti per capirne la genialità).

Si apre il sipario e sul palco vengono riprodotti degli oggetti come piani d’appoggio, cubi, trampolini con i quali gli attori interagiscono fisicamente ma anche virtualmente, ovvero dialogando anche con la proiezione di questi oggetti. La musica e numerosi effetti sonori accompagnano le scene e i movimenti degli attori portando ad una totale immersione nella scena. Una serie di giochi e di relazioni per indagare la complessità della realtà vissuta e virtuale dove ognuno di noi crede di essere protagonista del suo mondo, che in realtà è un mondo creato per noi o del quale siamo invece prigionieri.

Qual è allora la realtà? Quella che viviamo e che viene rappresentata sul palco? O quella proiettata?

La stessa domanda che possiamo farci anche relativamente all’amore come lo stesso di Charles M. Schulz, padre dei Peanuts, fece affermare ai suoi amati personaggi bidimensionali:

-Ti amo

-Come sai che è amore?

-Perché quando ti penso mi manca il respiro.

-Allora è asma.

-Allora ti asmo.

Un dialogo che riporta in primo piano l’ironia, ma anche l’inconsistenza del vivere quotidiano di cui fa parte anche il sentimento dell’amore che può essere tragicamente diverso da come l’avevamo immaginato; un’analisi troppo spesso realistica, ma non priva di poesia.

 

Lo spettacolo interpretato da Davide Calvaresi e Giulia Capriotti indaga attraverso l’attualizzazione del mimo, l’utilizzo della performance e della video art: il rapporto tra scena virtuale e reale diventano difficilmente distinguibili, tanto da non essere una rappresentazione della realtà ma l’idea che ci siamo fatti di essa, senza accorgerci che a volte viviamo, volenti o nolenti, delle situazioni surreali. Quasi vivessimo all’interno di una scatola in mani altrui.

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UN BORGO DI TERRA

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Macerata, la più tipica delle città marchigiane

Ecco un altro articolo pubblicato dalla poliedrica Silvia di Viaggio Libera.

MACERATA, LA PIÙ TIPICA DELLE CITTÀ MARCHIGIANE

VENERDÌ, GENNAIO 15, 2016

 

Macerata panorama

È una città discreta e, a prima vista, ci si potrebbe appena fermare per una passeggiata in una lunga e calda giornata di primavera. Ma a Macerata, l’errore più comune è fermarsi alle apparenze perché niente è come sembra.

Facendo un giro attorno alla città, certo si nota l’imponente cinta muraria risalente al XV – XVI secolo, ma ad un certo punto, non si può proprio fare a meno di accorgersi di un edificio un po’ più particolare degli altri: lo Sferisterio.
Si tratta di un’architettura a metà tra il teatro all’aperto e un’arena: in realtà, è oggi una struttura utilizzata per numerosi concerti estivi, data la sua perfetta acustica. 
Un edificio che si ispira agli antichi teatri all’aperto, ma pensata come un’arena per alcuni giochi popolari come il gioco del pallone al bracciale che, durante l’800, era una delle competizioni più in voga in varie città del centro Italia. Qui hanno cantato celebri tenori come Mario Del Monaco, Luciano Pavarotti, Beniamino Gigli, Placido Domingo, José Carreras, Renata Tebaldi, Katia Ricciarelli e tanti altri.
Macerata è sempre ai vertici di molte classifiche per la qualità della vita, che qui scorre lentamente tra i vicoli stretti e le piazze che a poco a poco salgono verso il centro storico ricreando la struttura di una cipolla.

Cosa vedere a Macerata

Sferisterio macerata
Sferisterio all'esterno
Al centro, si apre una piazza irregolare che ospita gli edifici più importanti che hanno reso importante la città dal Rinascimento in poi: il Palazzo del Governo con la sua elegante loggia, sede di vescovi e cardinali, ovvero i legati pontifici della Marca d’Ancona, l’Università fondata ufficialmente da Papa Paolo III nel 1540, ma già presente dal XIII secolo, il Teatro Lauro Rossi, un autentico scrigno architettonico, realizzato da Antonio Galli detto il Bibbiena, uno dei maggiori architetti teatrali del XVIII secolo e la torre civica, una delle più alte delle Marche con un interessante orologio ad automi del XV secolo recentemente ristrutturato. È possibile vedere il carosello dei personaggi due volte al giorno (alle 12:00 e alle 18:00) e stupirsi di fronte all’importanza di una tale opera in una città marchigiana che, nei secoli scorsi, era conosciuta ed attraversata, per la maggior parte, dai tanti pellegrini che percorrevano la strada da Roma o Assisi fino a Loreto.
Ci si stupisce dell’importanza di questa grande opera iniziata proprio nel 1568, lo stesso anno in cui Padre Matteo Ricci, un missionario gesuita, partì da Macerata per poi compiere un viaggio memorabile in Cina. Lì, dove è ancora oggi conosciuto come Li Madou, riuscì ad entrare alla corte dell’Imperatore facendo innamorare i cinesi di orologi, mappamondi e carte geografiche che aveva potuto sperimentare assai poco nella sua città natale.
La città conserva anche il Teatro della Filarmonica, uno splendido esempio di teatro ottocentesco e, con i suoi tre edifici storici, si pone a pieni titoli a capo della terra dei teatri, come viene definita la regione Marche.
Tra gli edifici di Macerata non ce n’è uno che spicca per la sua architettura rinascimentale, barocca o neoclassica: tutto è estremamente misurato e senza eccessi, e dall’esterno non si immaginano le ricchezze che si possono dischiudere all’interno.
È il caso della Basilica della Misericordia, una piccolissima chiesa accanto al Duomo dedicato a S. Giuliano. L’interno, realizzato su disegno del celebre Luigi Vanvitelli, è ricco di affreschi, dipinti, marmi, ori e decorazioni: non c’è un solo pollice di spazio libero.
Palazzo Buonaccorsi
Palazzo Buonaccorsi
La stessa impressione si ha anche a Palazzo Buonaccorsi, sede della Galleria d’arte moderna e contemporanea e del Museo della Carrozza. All’interno, dopo una lunga serie di sale ricche di dipinti, se ne apre una interamente decorata, dal pavimento al soffitto, un grande esempio di pittura rococò realizzato da diversi esponenti della pittura settecentesca italiana. Il Museo della Carrozza permette, a grandi e bambini, di compiere un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso gli interessanti esemplari di carrozze esposte.
Nella galleria d’arte contemporanea spicca la figura di un artista maceratese, che al pari di Padre Matteo Ricci arrivò a lavorare con i più grandi artisti del suo tempo. Ivo Pannaggi, esponente dell’arte futurista, pittore, architetto e genio poliedrico arrivò addirittura a collaborare con Gropius e Kandinskij. 
A pochi passi l’elegante Palazzo Ricci ospita invece una delle più ricche collezioni d’arte contemporanea della regione, con opere di Balla, Depero, Licini, Burri, Casorati, Vedova, Fontana e tanti altri. In questo palazzo abitò Alessandrina d’Azeglio, figlia di Massimo e Giulia Manzoni, che sposò Domenico Ricci, uno degli ultimi eredi di questa importante famiglia.
Una città che merita una visita approfondita tra le sue tante chiese e capace di interessare grandi e piccini grazie alle sue numerose ricchezze, dall’arte contemporanea, ai teatri, alla collezione di carrozze, ai suoi numerosi palazzi che nascondono intriganti storie tutte da scoprire.



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NATALE NELLE MARCHE

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NATALE TRA MACERATA E ANCONA

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Recanati, una città per tutti i gusti

Ogni tanto scriviamo anche dei contributi per qualche nostro amico virtuale. Ecco il primo articolo pubblicato da Silvia di Viaggio Libera.

RECANATI, UNA CITTÀ PER TUTTI I GUSTI

SABATO, DICEMBRE 12, 2015

 

 

Recanati
Le Marche, una terra al di fuori dei grandi flussi turistici, ma allo stesso tempo un pezzo d’Italia ricco di paesaggi incantevoli, testimonianze artistiche di rara bellezza e personaggi che hanno contribuito a rendere famosa l’Italia nel mondo. 

Al centro della regione, Recanati, una città che attraverso la sua storia ha abilmente concorso a questa notorietà.

La storia di Recanati

Recanati
Foto di Francesco Domesi
Era il 1229 quando l’Imperatore Federico II di Svevia confermò importanti privilegi e concesse la costruzione del porto lungo la costa, l’attuale Porto Recanati, luogo importantissimo di traffici e commerci. 
Era il 1294 quando arrivò su un colle nei pressi del centro storico di Recanati, una reliquia fondamentale per la storia della cristianità: la stanza dove l’arcangelo Gabriele incontrò Maria e gli comunicò che sarebbe nato Gesù. Attorno alla preziosa reliquia sorse una Basilica e, dopo alcuni secoli, la città di Loreto.
Correva l’anno 1506 quando il pittore veneto Lorenzo Lotto si trovò, forse per la prima volta, a passare a Recanati dove dipinse una delle opere d’arte più importanti della sua vita, continuando poi a lavorare in città e nelle Marche realizzando dipinti che parlano della religione in maniera semplice ed emozionante.
Era l’estate del 1798 quando all’interno di un austero palazzo nobiliare della città nacque colui che diventerà uno dei poeti più amati dagli italiani, Giacomo Leopardi; i suoi versi poetici risuonano nella mente di qualsiasi studente italiano.
Correva la primavera del 1890 quando nel quartiere di Castelnuovo nacque Beniamino Gigli, colui che con la sua voce emozionerà generazioni intere di amanti della lirica e non, in Italia e nel mondo.
Bastano queste poche date e questi pochi avvenimenti per capire che a Recanati in ogni angolo della città si trovano testimonianze religiose, artistiche, poetiche e musicale. 
Un luogo capace di attrarre e conquistare gli amanti dell’arte rinascimentale, attraverso le opere di Lorenzo Lotto, ma dove il rinascimento è più quello veneziano che non quello toscano.

Recanati tra poesia e musica

Recanati
Foto di Francesco Domesi
Un posto reso celebre da due personaggi: Giacomo Leopardi, enfant prodige prima, e poi uno dei massimi filosofi e pensatori dell’800 e Beniamino Gigli riconosciuto il più grande tenore del XX secolo. Non è un caso che poi a pochi passi da Recanati troviamo Macerata, oggi nota per la stagione lirica che si celebra in uno dei teatri all’aperto più interessanti in Italia, Lo Sferisterio, e Castelfidardo, patria della fisarmonica.
Recanati, un luogo importante nei secoli perché collocato lungo l’antica via Lauretana, strada percorsa dai pellegrini che dall’entroterra o da Roma si recavano alla Basilica della Santa Casa di Loreto, uno dei santuari mariani più importanti in Europa. 
Una visita alla città, collocata in posizione strategica al centro della Regione Marche e con una felice posizione geografica, che permette di volgere lo sguardo verso panorami che affacciano sul mare Adriatico, sul Monte Conero o verso l’entroterra e sembrano tendere all’Infinito.
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BORGHI MACERATESI - TREIA

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LUOGHI EBRAICI NELLE MARCHE

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Visite de Recanati

 
E poi un giorno capita anche di accompagnare due nostri amici giornalisti francesi a spasso per la città di Recanati, ammirandone insieme le bellezze.
Articolo completo su Itinerairesbis.
Visite de Recanati

 

Visite de RecanatiRecanati est peut être une des villes les plus romantiques de la région des Marches. Peut être parce qu’elle est perchée sur les douces collines marchesiennes offrant au visiteur une vue splendide sur une campagne aux couleurs changeantes, offrant des paysages dignes d’un tableau de Gustave Caillebotte.
Lumière et douceur telles sont les premières impressions que l’on ressent au Visite de Recanati sculptures sur des maisonscours de la visite.

Petit à petit, lorsque Recanati se dévoile un peu plus, elle renvoie l’image d’une petite ville italienne où il fait bon vivre et où le temps semble s’être arrêté.

Nous voici donc suspendus au charme de Recanati, prêts à en savoir un peu plus sur la magie qui Visite de Recanati plafond de la cathédrales’opère en ce lieu.

Nous commençons notre visite par la cathédrale de San Flaviano qui a la particularité de ne pas avoir de façade. Nous sommes en effet loin des cathédrales que l’on a l’habitude de voir en Italie. Ici avec San Flaviano nous avons avant tout un bâtiment du XIIème siècle qui a été de nombreuses fois remanié notamment au XVIIème siècle lorsque l’évêché installe son palais. La cathédrale s’est donc Visite de Recanati tombeau de Grégoire XIIretrouvée englobée dans ce vaste ensemble n’offrant aujourd’hui qu’une simple porte d’accès. Cependant l’intérieur est magnifique avec notamment son plafond à caissons de 1620. 
Poursuivant notre promenade nous arrivons très vite au cœur même de la ville, sur la Piazza Leopardi. Bordée de magnifiques bâtiments de style néo-classique, dont la mairie, cette place fut totalement refaite à la fin du XIXème Visite de Recanati statue de Leopardisiècle pour fêter le centenaire de la naissance du grand poète italien Giacomo Leopardi, né à Recanati. Une statue du poète s’élève d’ailleurs au centre de la place. Sur un des côtés de la place se dresse une tour, la Torre del Borgo. Les origines de cette tour remontent au XIIème siècle, l’horloge datant de 1562.

En sillonnant ainsi les rues de Recanati nous constatons que l’impression de petite ville ne correspond pas tout à fait. Car la ville se trouve être très étendue. Mais chaque ruelle, Visite de Recanati tour de l'horlogechaque coin de rue, chaque petite place a quelque chose à offrir au visiteur.
Ainsi lorsque nous arrivons devant la maison du poète Giacomo Leopardi, nous avons beau être devant un grand palais du XVIIème siècle, nous avons pourtant l’impression d’être au centre d’un petit village. Beaucoup de poésie se détache de ce lieu, et peut être que le poète, en regardant d’une des fenêtres du palais y a-t-il souvent trouvé l’inspiration, ou peut-être l’a-t-il trouvée au cours d’une promenade dans les jardins bordant la villa, d’où le regard plonge vers les vallons colorés.
Aujourd’hui la villa renferme une bibliothèque qu’il est possible de visiter. 20 000 livres Visite de Recanati maison de Leopardiet des souvenirs du poète y sont exposés. La villa est habitée par les descendants du poète et la bibliothèque est par conséquent un musée privé.

Mais Recanati a vu naître un autre personnage très célèbre. Le ténor Beniamino Gigli. Pour en savoir un peu plus sur cet artiste, il faut se rendre au théâtre Visite de Recanati théatre PersianiPersiani. Si la culture musicale est fortement ancrée dans la région des Marches et à Recanati, le théâtre que l’on peut voir aujourd’hui date du XIXème et a été commandé par le père du poète Leopardi. Comme tous les théâtres que nous aurons l’occasion de voir dans la région, c’est une petite merveille. Juste au dessus se trouve le musée consacré au ténor. Des habits Visite de Recanati costumes de scène de Beniaminode scène, des objets personnels, autant d’émouvants souvenirs que l’on peut admirer avec en fond sonore la merveilleuse voix de Beniamino Gigli.

Autre musée très intéressant à Recanati, le musée civique. Un musée qui regroupe une pinacothèque, une zone dédiée à l’archéologie et une partie consacrée à l’immigration.
Visite de Recanati annonciation de LottoLa pinacothèque présente de nombreux tableaux d’artistes italiens du XVème siècle dont notamment 4 des œuvres les plus importantes du peintre Lorenzo Lotto. Nous pouvons y admirer entre autre l’Annonciation qui est aujourd’hui considérée comme un véritable chef d’œuvre de la Renaissance italienne, ou encore le triptyque de San Domenico.
Visite de Recanati ceramique rodolfo CeccaroniLa partie archéologie raconte l’histoire de la ville depuis la préhistoire et présente également une collection de céramique de Rodolfo Ceccaroni assez intéressante. La partie sur l’immigration retrace la vie des habitants des Marches qui ont été les plus nombreux à quitter l’Italie pour le nouveau monde. C’est ludique et assez bien fait.

Visite de Recanati cour du palais VenieriMais retrouvons les rues de Recanati et continuons à vagabonder à travers une ville décidément bien agréable. Nous continuerons ainsi à découvrir des demeures historiques comme le palais Antici-Mattei, maison natale de la mère du poète Giacomo Leopardi, le palais Venieri et sa cour avec vue sur la côte Adriatique. Des églises comme San Domenico avec sa fresque de Lotto et Visite de Recanati cloitre du couvent Saint Augustinson cloître dont la tour décapitée par la foudre avait inspiré Leopardi pour son poème Torre del passero solitario. L’église Santa Maria di Montemorello autre lieu rattaché au poète, puisque c’est dans cette église qu’il fut baptisé.
Comme vous l’aurez compris la ville est très attachée à son poète et nombres de lieux nous ramènent souvent à Giacomo Leopardi lorsque l’on se promène dans Recanati.

Visite de Recanati vue sur la campagne

Partout à Recanati plane l’ombre de deux artistes hors du commun : le poète Leopardi et sa sensibilité et la voix admirable de Gigli.
Notre première impression de ville romantique n’était donc pas fausse. 
Chose étrange en quittant la ville, le ciel s’était coloré de stries rouge vif, comme si un autre artiste, Lorenzo Lotto avait lui aussi, tout d’un coup, voulu laisser une empreinte sur la ville.
Décidément, Recanati semble être un poème à elle seule.    

Merci à notre adorable guide qui, comme par hasard, portait le nom d’un poème de Giacomo : Silvia… Silvia, rimembri ancora…

 

Visite de Recanati sculptures

 

BON A SAVOIR

Office de tourisme

Via Leopardi

62019 Recanati

Italie

Tél et Fax : 0039 071 981 471

E.mail: info@recanatiturismo.itVisite de Recanati Saint Dominique

Site Internet : www.recanatiturismo.it

 

E un altro giorno abbiamo avuto l'onore di accompagnare due amici giornalisti francesi alla scoperta di Recanati e delle sue meraviglie.

Qui sotto l'articolo completo che trovate anche su Itinerairesbis.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Visite de Recanati

 

Visite de RecanatiRecanati est peut être une des villes les plus romantiques de la région des Marches. Peut être parce qu’elle est perchée sur les douces collines marchesiennes offrant au visiteur une vue splendide sur une campagne aux couleurs changeantes, offrant des paysages dignes d’un tableau de Gustave Caillebotte.
Lumière et douceur telles sont les premières impressions que l’on ressent au Visite de Recanati sculptures sur des maisonscours de la visite.

Petit à petit, lorsque Recanati se dévoile un peu plus, elle renvoie l’image d’une petite ville italienne où il fait bon vivre et où le temps semble s’être arrêté.

Nous voici donc suspendus au charme de Recanati, prêts à en savoir un peu plus sur la magie qui Visite de Recanati plafond de la cathédrales’opère en ce lieu.

Nous commençons notre visite par la cathédrale de San Flaviano qui a la particularité de ne pas avoir de façade. Nous sommes en effet loin des cathédrales que l’on a l’habitude de voir en Italie. Ici avec San Flaviano nous avons avant tout un bâtiment du XIIème siècle qui a été de nombreuses fois remanié notamment au XVIIème siècle lorsque l’évêché installe son palais. La cathédrale s’est donc Visite de Recanati tombeau de Grégoire XIIretrouvée englobée dans ce vaste ensemble n’offrant aujourd’hui qu’une simple porte d’accès. Cependant l’intérieur est magnifique avec notamment son plafond à caissons de 1620. 
Poursuivant notre promenade nous arrivons très vite au cœur même de la ville, sur la Piazza Leopardi. Bordée de magnifiques bâtiments de style néo-classique, dont la mairie, cette place fut totalement refaite à la fin du XIXème Visite de Recanati statue de Leopardisiècle pour fêter le centenaire de la naissance du grand poète italien Giacomo Leopardi, né à Recanati. Une statue du poète s’élève d’ailleurs au centre de la place. Sur un des côtés de la place se dresse une tour, la Torre del Borgo. Les origines de cette tour remontent au XIIème siècle, l’horloge datant de 1562.

En sillonnant ainsi les rues de Recanati nous constatons que l’impression de petite ville ne correspond pas tout à fait. Car la ville se trouve être très étendue. Mais chaque ruelle, Visite de Recanati tour de l'horlogechaque coin de rue, chaque petite place a quelque chose à offrir au visiteur.
Ainsi lorsque nous arrivons devant la maison du poète Giacomo Leopardi, nous avons beau être devant un grand palais du XVIIème siècle, nous avons pourtant l’impression d’être au centre d’un petit village. Beaucoup de poésie se détache de ce lieu, et peut être que le poète, en regardant d’une des fenêtres du palais y a-t-il souvent trouvé l’inspiration, ou peut-être l’a-t-il trouvée au cours d’une promenade dans les jardins bordant la villa, d’où le regard plonge vers les vallons colorés.
Aujourd’hui la villa renferme une bibliothèque qu’il est possible de visiter. 20 000 livres Visite de Recanati maison de Leopardiet des souvenirs du poète y sont exposés. La villa est habitée par les descendants du poète et la bibliothèque est par conséquent un musée privé.    haut de page

Mais Recanati a vu naître un autre personnage très célèbre. Le ténor Beniamino Gigli. Pour en savoir un peu plus sur cet artiste, il faut se rendre au théâtre Visite de Recanati théatre PersianiPersiani. Si la culture musicale est fortement ancrée dans la région des Marches et à Recanati, le théâtre que l’on peut voir aujourd’hui date du XIXème et a été commandé par le père du poète Leopardi. Comme tous les théâtres que nous aurons l’occasion de voir dans la région, c’est une petite merveille. Juste au dessus se trouve le musée consacré au ténor. Des habits Visite de Recanati costumes de scène de Beniaminode scène, des objets personnels, autant d’émouvants souvenirs que l’on peut admirer avec en fond sonore la merveilleuse voix de Beniamino Gigli.

Autre musée très intéressant à Recanati, le musée civique. Un musée qui regroupe une pinacothèque, une zone dédiée à l’archéologie et une partie consacrée à l’immigration.
Visite de Recanati annonciation de LottoLa pinacothèque présente de nombreux tableaux d’artistes italiens du XVème siècle dont notamment 4 des œuvres les plus importantes du peintre Lorenzo Lotto. Nous pouvons y admirer entre autre l’Annonciation qui est aujourd’hui considérée comme un véritable chef d’œuvre de la Renaissance italienne, ou encore le triptyque de San Domenico.
Visite de Recanati ceramique rodolfo CeccaroniLa partie archéologie raconte l’histoire de la ville depuis la préhistoire et présente également une collection de céramique de Rodolfo Ceccaroni assez intéressante. La partie sur l’immigration retrace la vie des habitants des Marches qui ont été les plus nombreux à quitter l’Italie pour le nouveau monde. C’est ludique et assez bien fait.

Visite de Recanati cour du palais VenieriMais retrouvons les rues de Recanati et continuons à vagabonder à travers une ville décidément bien agréable. Nous continuerons ainsi à découvrir des demeures historiques comme le palais Antici-Mattei, maison natale de la mère du poète Giacomo Leopardi, le palais Venieri et sa cour avec vue sur la côte Adriatique. Des églises comme San Domenico avec sa fresque de Lotto et Visite de Recanati cloitre du couvent Saint Augustinson cloître dont la tour décapitée par la foudre avait inspiré Leopardi pour son poème Torre del passero solitario. L’église Santa Maria di Montemorello autre lieu rattaché au poète, puisque c’est dans cette église qu’il fut baptisé.
Comme vous l’aurez compris la ville est très attachée à son poète et nombres de lieux nous ramènent souvent à Giacomo Leopardi lorsque l’on se promène dans Recanati.

Visite de Recanati vue sur la campagne

Partout à Recanati plane l’ombre de deux artistes hors du commun : le poète Leopardi et sa sensibilité et la voix admirable de Gigli.
Notre première impression de ville romantique n’était donc pas fausse. 
Chose étrange en quittant la ville, le ciel s’était coloré de stries rouge vif, comme si un autre artiste, Lorenzo Lotto avait lui aussi, tout d’un coup, voulu laisser une empreinte sur la ville.
Décidément, Recanati semble être un poème à elle seule.   

Merci à notre adorable guide qui, comme par hasard, portait le nom d’un poème de Giacomo : Silvia… Silvia, rimembri ancora…

Visite de Recanati sculpturesBON A SAVOIR

Office de tourisme

Via Leopardi

62019 Recanati


Italie

Tél et Fax : 0039 071 981 471

E.mail: info@recanatiturismo.itVisite de Recanati Saint Dominique

Site Internet : www.recanatiturismo.it

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UN TUFFO NEL MEDIOEVO

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Avete mai pensato di fare un salto nel Medioevo e nelle sue meravigliose sculture e architetture? 

A Fermo si può e si può anche godere di un panorama che non ha nulla da invidiare alle enigmatiche sculture ed alle eleganti architetture...

 

 

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CANTINE APERTE IN ARRIVO

Il vino novello
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Sta per arrivare Cantine Aperte, evento curato dal Movimento Turismo del Vino, che si svolgerà sabato 15 e domenica 16 novembre 2014.

Marche Travel ha visitato per voi la Cantina S. Isidoro a Corridonia, una delle tante realtà che partecipano a questo straordinario evento. Un occasione unica per scoprire le straordinarie cantine che punteggiano il nostro territorio.

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MORESCO

Madonna della salute
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Sulla strada da Moresco, verso Altidona-Lapedona, troviamo una chiesetta costruita in stile moresco dedicata alla Madonna della Salute. Che ne dite di scoprire una parte d'Oriente nel fermano?

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IL TENORE BENIAMINO GIGLI

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LORENZO LOTTO

Annunciazione
Annunciazione

Provate ad indovinare dove si trova il gatto più famoso della storia dell'arte...

Lorenzo Lotto, uno degli artisti più rappresentativi del Rinascimento italiano nelle Marche, in quest'opera ha voluto calare la quotidianità in una scena sacra.

Questa caratteristica la possiamo vedere nella figura della Vergine che ci guarda stupita...

Siete curiosi di scoprire altri particolari di questa strana Annunciazione?

Venite a trovarci a Recanati!

 

www.villacolloredomels.it

 

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