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Un tuffo nel Medioevo

La Cattedrale di Santa Maria Assunta a Fermo

Cattedrale di Fermo
Cattedrale di Fermo

Che ne dite di fare un salto nel Medioevo e nelle sue meravigliose sculture e architetture? 

 

A Fermo si può e, dalla sommità del Colle del Girfalco che domina la città dall'alto si può anche godere di un panorama straordinario che spazia dal Mare Adriatico ai paesini dell'entroterra fermano. 

 

Come testimoniato da una lapide posta sul fianco della struttura, l'attuale Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta è stata costruita nel 1227 dall'architetto Giorgio da Como sui resti di un edificio paleocristiano risalente al VI secolo d.C. di cui sono visibili tracce di mosaici all'interno della chiesa (la decorazione a mosaico più significativa si trova nel presbiterio, in prossimità dell'altare maggiore).

Nonostante periodi difficili, saccheggi e distruzioni restano alcune tracce anche del periodo romanico: si tratta delle basi delle colonne conservate nel sotterraneo. La chiesa di Fermo è stata danneggiata durante il saccheggio della città da parte di Cristiano di Magonza per conto di Federico Barbarossa, nel 1176. 

50 anni dopo quel tragico evento, che ha portato alla completa risistemazione dell'area del Girfalco, la Chiesa è stata ricostruita secondo le nuove forme dell'architettura gotica con una facciata in pietra d'Istria che rappresenta oggi uno dei più alti esempi del gotico nelle Marche.

 

Sulla facciata, oltre allo splendido portale gotico, campeggia un bellissimo rosone con 12 eleganti colonnine raccordate da archi trilobati, a loro volta collegati a tre circonferenze decorate in maniera differente - cordolo tortile, fogliame arricciato e tralci di vite con figure di animali - realizzato nel 1348 dal Maestro Giacomo di Palmerio (o Giacomo Palmieri), come testimoniato dall'iscrizione collocata proprio sopra il rosone.

Un altro portale gotico è collocato nel fianco laterale e nella lunetta è visibile la raffigurazione della Pietà con il Cristo morto al centro affiancato dalla Vergine addolorata e da San Giovanni Evangelista.

Entrando nella Cattedrale si può avere un altro assaggio del periodo medievale nell'atrio. Sono visibili le antiche coperture a capriate, oltre ad alcuni affreschi che decorano la base del campanile.

Inoltre, proprio qui si trova una delle principali testimonianze gotiche della Cattedrale: il bellissimo monumento funebre trecentesco realizzato da uno scultore di Imola per Giovanni Visconti d'Oleggio, signore di Bologna fino all'arrivo del Cardinale Egidio Albornoz dal quale ha ottenuto in cambio la signoria di Fermo che mantenne per 6 anni, fino al 1366, anno della sua morte. 

 

I bassorilievi del portale della Cattedrale di Fermo

Il portale della Cattedrale di Fermo è racchiuso al di sotto di una cuspide e sormontato da una scultura in bronzo che rappresenta l'Assunta.  una vera e propria storia scolpita. I bassorilievi attribuiti a Maestro Palmieri sono delle vere e proprie storie dipinte che partendo dalla base del portale si snodano verso l'alto.

L'architrave del portale presenta una serie di figure di apostoli ed è significativo che tra essi ne compaia uno che si porta un dito accanto alla bocca, quasi stesse intimando di fare silenzio. E' curioso notare come in passato, questo gesto attribuito ad una divinità egizia e collocata all'ingresso dei templi egizi, suggeriva di fare silenzio prima di varcare la soglia di un luogo sacro. Allo stesso modo un apostolo intima ai fedeli di comportarsi dignitosamente nel varcare la porta della Cattedrale di Fermo.

I capitelli che sorreggono l'architrave sono entrambi decorati. In particolare quello di destra presenta un leone e un drago: due animali che vengono associati da Sant'Agostino al demonio, che sembrano però essere quasi schiacciati dal peso dell'architrave stesso dove è raffigurato anche Cristo.

Alla base della fascia decorata del portale compaiono gli stessi animali (leone e drago) dalle cui fauci escono due tralci di vite che formano delle girali all'interno delle quali vi sono delle piccole figure simboliche. 

I tralci di vite sono un richiamo ad un passo del Vangelo di San Giovanni, mentre le due figure alla base rappresentano l'uomo che in quanto peccatore dovrebbe allontanarsi il più possibile dal demonio per raggiungere la salvezza.

 

Avendo attraversato secoli di storia, la Cattedrale di Fermo ha molti altri aspetti da approfondire, sia all'esterno sia all'interno, molte altre curiosità da poter scoprire e un gradevole parco di cui poter godere nelle belle giornate primaverili e nelle serate estive.

 

Se sei curioso di conoscere le altre storie della Cattedrale e della zona del Girfalco contattandoci per una visita guidata! 

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